Marco Gazzella, la forza del sorriso e il ritorno in campo

 
di Edoardo Ridolfi

26 febbraio 2015 – Riproponiamo la bella storia di Marco Gazzella, portiere di calcio a 5 gualdese, in un articolo di un anno fa. 

“Purtroppo quando si ha tutto, non si fa caso ai piccoli dettagli quotidiani, che invece sono essenziali.” Basterebbero queste parole di Marco Gazzella, classe ’87 e portiere della Waldum per riassumere la forza e la tenacia di questo ragazzo che ha saputo rialzarsi nonostante gli ostacoli che la vita ha messo sul suo cammino. Marco, tesserato con la Waldum, ha esordito dal primo minuto venerdì scorso contro la New Spedalicchio e autore di una buona prestazione ha portato a casa la vittoria per 6 a 2.
Spiegaci un po’ il tuo percorso nel mondo sportivo e il tuo approdo alla Waldum. Le emozioni che hai provato all’esordio dopo un lungo stop dettato dalla diversi problemi fisici.”
Non ti nascondo che sono un po’ emozionato, visto che nessuno prima d’ora mi aveva chiesto di fare un’intervista. Come la maggior parte ho iniziato a giocare da piccolo, fino all’età di 15/16 anni. Poi purtroppo sono dovuto stare fermo diversi anni perché ho avuto dei problemi fisici e mi ero promesso che una delle prime cose che desideravo fare era quella di ricominciare come portiere. Purtroppo quando si ha tutto, non si fa caso ai piccoli dettagli quotidiani, che invece sono essenziali. A me mancava moltissimo il calcio! Lo spirito di squadra, la competizione, il divertimento e tutte quelle cose che solo chi pratica sport può sapere. La mia seconda carriera sportiva, dopo aver risolto tutti i problemi, ha avuto di nuovo inizio per caso, con il Cerqueto Calcio nell’anno che militava in Promozione, parlando con il presidente, mio carissimo amico, mi ha detto che stavano cercando un terzo portiere da affiancare agli altri. Io timidamente mi sono proposto e lui senza pensarci troppo mi ha inserito in squadra. Il momento in cui ho firmato il cartellino non me lo scorderò mai, finalmente avevo gettato il passato alle spalle. Poi però per motivi di lavoro, non riuscivo ad allenarmi con continuità, quindi ho chiesto al presidente ed all’allenatore della Waldum, se potevo allenarmi con loro per tenermi in forma. Ed anche qui, senza pensarci su, mi hanno tesserato nel mercato invernale della scorsa stagione. Così è cominciata la mia avventura alla Waldum. Finalmente venerdì è arrivato il gran momento; per la prima volta in questa stagione, giocavo dall’inizio e ci tenevo moltissimo a ripagare la fiducia che mi era stata concessa. Ero tesissimo, per gli altri era una normale partita di campionato, per me era come una finale di Champions League. La partita contro la New Spedalicchio l’abbiamo vinta ed al momento dei tre fischi finali, non so come mai, forse la gioia, forse la tensione, ma sono scoppiato in lacrime! Finalmente quel momento che attendevo da tanto tempo era arrivato ed era proprio come me lo ero immaginato per tanto tempo.
In queste categorie la forza di uno spogliatoio conta più della tecnica, specialmente quando iniziano a mancare i risultati. Che tipo di gruppo siete? Chi è il più vivace?
“Questa squadra è stata formata da un gruppo di amici di lunga data, quindi siamo molto uniti, anch’io non ho avuto difficoltà ad ambientarmi. Anzi mi sono trovato subito a mio agio. Poi con gli acquisti di quest’anno siamo andati a migliorare a livello tecnico, una base già buona dall’anno scorso, ma posso affermare che lo spogliatoio è fondamentale. Ci tengo a ringraziare tutti da mister Federico Commodi, Luca Franceschini, il presidente Bacocco e tutta la squadra che mi ha fatto sentire subito uno di loro.”

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